Ça ne résonne pas / Ça résonne trop

di Secteur in.Verso

NovitÀ

Progetto selezionato all’interno di Powered by REf 2020

Due storie personali si intrecciano e costruiscono una parola comune, fatta di contraddizioni affettive e domande irrisolte: come fare? Come non soccombere alla disperazione interiore che ci mette di fronte alla catastrofe ecologica presente e futura? Come evitare una vita fatta di negazione, di paura pietrificante, di rabbia insoddisfatta? Quali strade dobbiamo intraprendere per ritornare a sentire, per trovare i nostri legami con l’ecosistema terrestre e per agire di conseguenza?
La questione ecologica, e la sensazione d’urgenza che l’accompagna suscita un’ambivalenza emozionale e un rapporto complesso all’azione. Due o corpi in scena cercano il modo di accedere al “non-umano” attraverso il discorso, il dialogo e il tentativo fisico di empatizzare con l’oggetto inanimato e quotidiano: partire da una sedia per scoprire la foresta, esplorare la lampada per spingere le porte di una centrale nucleare. Due figure in scena ricercano il rapporto con la catastrofe e le rovine del nostro pianeta attraverso la finzione, la letteratura, i sogni. La metamorfosi dei loro corpi con gli oggetti che le circondano, le portano nell’altrove della memoria e di un futuro non più così lontano.
Le loro azioni e parole risuonano con le riflessioni politiche ed ecologiche che incarnano, ma da cui si sentono allontanate nella vita di tutti i giorni.

Il collettivo Secteur in.Verso raggruppa tre artiste donne, Chiara Boitani, Mathilde Chadeau e Climène Perrin.
Nel 2018, le loro strade si incrociano all’Università Paris 8. Animate dalle stesse questioni politiche e artistiche, iniziano a collaborare su diversi progetti di ricerca-creazione. Così, nel 2019 fondano il collettivo Secteur in.Verso, pensato come luogo di sostegno mutuale nelle diverse creazioni, individuali e collettive. Nei loro lavori si ispirano alla filosofia della percezione, agli studi di genere, al tema dell’antropocene così come alle pratiche del movimento somatico. Tentano di intrecciare esperienze e strumenti pratici per proporre delle forme teatrali che portino in scena interrogativi politici e sociali quali: l’urgenza ecologica e la sua risonanza affettiva, il rapporto all’altro, la micro-politica che si nasconde nell’intimo, il linguaggio mediatico e la sua percezione. La loro ricerca intreccia approcci soggettivi, materiali teorici cercando di mettere alla prova i discorsi e i dubbi che condividono attraverso i corpi. In questo modo il quotidiano interroga un fenomeno mondiale e i corpi in scena aprono all’esplorazione dell’attualità pregnante. Considerano il teatro come luogo di incontro e riflessione comune; lo scambio con gli/le spettatori/trici costituisce un aspetto fondamentale del loro lavoro. Condividono così le proprie domande e i propri dubbi con altre sensibilità dando vita a luoghi di dibattito e d’espressione al di là delle sfere accademiche, scientifiche e teatrali dominanti.

Ça ne résonne pas / Ça résonne trop

di Secteur in.Verso
drammaturgia e performance Chiara Boitani e Climène Perrin
aiuto regia Mathilde Chadeau
light design Titiane Barthel
cura del movimento primo studio Valerio Sirna
tutoraggio drammaturgico primo studio Daria Deflorian

produzione 369gradi e Cranpi
in coproduzione con Romaeuropa Festival
con il sostegno di Teatro Biblioteca Quarticciolo, La Ménagerie de Verre, École Normale Supérieur de Paris, Théâtre La Villette

DEBUTTO: in via di definizione

INFO

Cranpi
Antonino Pirillo mob + 39 347 8312141
Giorgio Andriani mob + 39 338 4349819,
email spettacoli@cranpi.com

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