PROGRAMMA

galapagos
| residenza |

26 settembre – 03 ottobre | Teatro Biblioteca Quarticciolo

Galapagos

Marco Fasciana

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Il progetto si fonda sull’idea di un viaggio, tra pensiero scientifico e filosofico, in cui si intende esplorare le dinamiche dell’evoluzione biologica e culturale dell’essere umano. Il percorso intreccia l’universo narrativo del romanzo Galapagos di Kurt Vonnegut con le teorie sull’evoluzione formulate da Charles Darwin in L’origine della specie e L’origine dell’uomo, fino ad arrivare alle idee più recenti note come sintesi moderna. Il cuore del lavoro è una riflessione sulla natura umana, sulla sua evoluzione biologica e sulla possibilità di un destino paradossale in cui l’intelligenza, invece di guidare l’uomo verso la sopravvivenza, ne provoca l’autodistruzione. Ambientato in un futuro in cui l’umanità è a rischio estinzione, il romanzo di Vonnegut presenta un gruppo di persone che, dopo una serie di disastri globali, si ritrovano naufraghe su un arcipelago di isole. In questo scenario l’evoluzione umana prenderà una piega totalmente imprevista: invece di essere intesa come un miglioramento, si trasformerà in un processo di regressione. Partendo dal concetto di tempo non lineare, tipico della poetica di Vonnegut, si concepisce una narrazione frammentata, con scene che si sovrappongono e si intrecciano, che segue gli eventi che hanno portato i naufraghi a sbarcare sulle isole Galapagos. Lo spettacolo si articola in momenti che ricordano una ricerca scientifica, con letture di articoli e ricerche, interventi tematici di esperti del settore, esperimenti visivi, che saranno gli ingredienti di una narrazione che mira a fare luce sulle contraddizioni che fanno dell’uomo una minaccia per se stesso. In questo senso si cercherà di instaurare, con profonda ironia, un dialogo tra la teoria scientifica dell’ evoluzione e la visione catastrofica di Vonnegut.

ideazione e regia Marco Fasciana
drammaturgia Marco Fasciana e Caterina Marino
cast artistico e tecnico in via di definizione
Progetto vincitore Open Call FVG residenze artistiche 2025 CSS – Teatro stabile di Innovazione

Marco Fasciana (Palermo il 13 febbraio 1986). Regista e tecnico. Si laurea in Scienze e tecnologie dello spettacolo presso l’Università degli studi di Palermo. Inizia la sua formazione artistica, prima a Bologna studiando recitazione presso la scuola di Teatro G. Garrone, poi a Roma diplomandosi nel 2019 in regia presso ’Accademia nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, con lo spettacolo La ballata dei babbaluci, di cui è anche autore. Dal 2017 al 2020 cura le regie degli spettacoli Don Chisciotte di Cervantes, La stanza di H. Pinter, Vieux Carrè di T. Williams, Anatomia Tito Fall of Rome di H. Muller, De bello gallico di G. Cesare e Bunny games, di cui è autore. E’ inoltre assistente alla regia per Giorgio Barberio Corsetti, Valentino Villa, Francesco Manetti, Lorenzo Salveti. Nel 2020 è autore di De delictis gravioribus, che ha debuttato presso la biennale di Venezia. Nello stesso anno inizia una collaborazione con Fabio Condemi, prima con lo spettacolo La filosofia nel boudoir, poi nel 2023 con un progetto su Bolano. Nel 2021 è finalista alla Biennale-College registi di Venezia con il progetto La guerra civile. Nel 2022 cura la regia dello spettacolo La signora dei sogni. Dal 2021 inizia una collaborazione come aiuto regia e disegnatore luci con Caterina Marino, con gli spettacoli Still Alive, vincitore Segnalazione Speciale Premio scenario 2021, e La futura classe dirigente, che ha debuttato presso Roma Europa festival nel 2025. Nel stesso anno è aiuto regia dello spettacolo di Gabriele Paolocà La diva del bataclan, con Claudia Marsicano. Parallelamente sviluppa competenze di illuminotecnica e video-artistica. Dal 2024 ad oggi collabora con il teatro di Roma o come assistente artistico o come tecnico. Attualmente collabora con Cranpi, dove cura la parte tecnica e artistica di alcune loro produzioni.

Caterina Marino (Roma, 1991) è attrice e autrice. Si diploma come attrice nel 2014 presso la Scuola di Teatro di Bologna G. Garrone. Studia inoltre con Mario Perrotta, Michele Monetta, Andrea Baracco, Michele Sinisi, Lisa Ferlazzo Natoli. Tra il 2015 e il 2016 è ne Le mille e una notte con la regia di A. Baracco e in Odissea di Walcott, regia di Vincenzo Manna. Tra il 2016 e il 2017 lavora con Riccardo Caporossi nello spettacolo Forme, con Riccardo Vannuccini nello spettacolo No Hamlet, please, e nuovamente con Vincenzo Manna nello spettacolo CANI. Nel 2017 si laurea a La Sapienza di Roma in Arti e Scienze dello Spettacolo. Nel 2018 è attrice e co-autrice dello spettacolo Come quando è primavera. Nel 2021 vince la Segnalazione Speciale al Premio Scenario con lo spettacolo Still Alive, di cui è regista, autrice ed interprete. Lo spettacolo è inoltre finalista In-Box e vince la Menzione Speciale della In-Box Generation. Nel 2022 è impegnata nello spettacolo La classe di Vincenzo Manna, con la regia di Giuseppe Marini. Nel 2024 lavora con Quarantasettezeroquattro di Gorizia alla performance MMMoka – Meta Multi Museo del Caffè insieme a Hombre Collettivo e Benedetta Parisi e il tutoraggio di Giuliano Scarpinato. Nel 2024 lavora inoltre al suo nuovo spettacolo La futura classe dirigente costruito tramite interviste a bambini/e tra i 6 e i 13 anni che tratta il tema della responsabilità generazionale e del futuro del pianeta. È in residenza presso Carrozzerie n.o.t, La corte ospitale e lo IAC di Matera ( bando Humus – Artist nei territori). Nel 2025 lo spettacolo debutta al Romaeuropa Festival. Nel 2026 è impegnata come attrice del nuovo spettacolo (in lavorazione) di Luisa Borini e, sempre come attrice, in Breaking Concordia#1 di Pietro Angelini, primo capitolo del suo progetto di Dottorato presso l’Accademia Silvio d’Amico.

asterione
| residenza |

06 – 11 ottobre | Teatro Biblioteca Quarticciolo

Asterione

Giovanni Onorato

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Lo spettacolo debutta in prima nazionale il 13 e 14 ottobre all’interno di Anni Luce/Romauropa Festival

I riferimenti principali sono “I re” di Cortàzar e “La casa di Asterione” di Borges. In entrambe le versioni del mito il Minotauro è un poeta, un filosofo, una figura liminale che dal suo labirinto immagina le vite degli altri, riflette, si annoia. La vita di Asterione è quella di un adolescente che non ha mai potuto crescere, intrappolato in un mondo verticale dove può relazionarsi soltanto con le stelle. Tutto è alto nel suo mondo, poetico. Cosa non darebbe per una relazione, un errore, qualcosa di schifoso. La componente musicale è preponderante. Lo spettacolo oscilla continuamente fra un set di musica dal vivo e un monologo teatrale, fra la forza immediata della performance e il filo emotivo della narrazione. Il suono, curato da Andrea Veneri, sarà sempre in presa diretta. Tramite il software “freeze”, progettato da lui stesso, i suoni prodotti sul palco saranno immediatamente disponibili sul suo tablet, pronti per essere rimandati indietro velocizzati, rallentati, ripetuti identici o suonati secondo una melodia. Andrea è il nostro Dedalo, in grado di costruire un labirinto di memorie sonore, spazializzate in quadrifonia per offrire al pubblico un’esperienza immersiva. Aldilà degli aspetti “esistenziali” del mito, ci interessa approfondire Asterione come figura mostruosa, ostracizzata. Il patrigno Minosse sembra usarlo per spaventare tanto i suoi rivali politici quanto i suoi sudditi e familiari. D’altra parte la consonanza fra il nome di Minosse e quello della creatura, Minotauro, lascia intendere la probabile origine del mito: raccontare l’ombra impronunciabile del potere. Davvero questi 14 vergini servivano a sfamare un mostro che altrimenti sarebbe uscito? Secondo Omar El Akkad, giornalista egiziano-americano, la paura giustifica qualsiasi azione politica. Non è un diritto non-avere paura? Se pensiamo di star correndo un pericolo non è corretto fare di tutto per evitarlo? Asterione sembra agire come un’archetipica macchina del terrore, qualcosa di profondamente diverso, da tenere a bada.

ideazione e direzione Giovanni Onorato
drammaturgia ed interpretazione Giovanni Onorato
musiche dal vivo Andrea Veneri
set design Valerio Ciaccia e Marco Veneri
illustrazioni, animazioni e sostegno alla drammaturgia Noemi Piva
prodotto da 369gradi e Ateliersì
con il sostegno di PimOff, Teatro Biblioteca Quarticciolo e Asteria Space

Giovanni Onorato, nato a Roma nel 1995, si forma tra teatro, danza e performance attraverso laboratori e workshop con artisti della scena contemporanea come Adriano Mainolfi, Massimiliano Civica, Danio Manfredini, Lucia Calamaro e il Teatro Valdoca. Nel 2016 si trasferisce a Berlino dove studia danza contemporanea presso Tanzfabrik Berlin. Tornato a Roma lavora con il regista Dante Antonelli allo spettacolo Atto di Adorazione, presentato al Romaeuropa Festival nel 2019. Nello stesso anno vince il contest #pillole del Teatro Studio Uno con Suck my Iperuranio, che debutta nel 2022 alle Carrozzerie n.o.t. e avvia una tournée tuttora attiva. Nel 2021 collabora con Filippo Timi in Sciarada e con la compagnia Fettarappa/Guerrieri in Super-Heliogabalus. Il suo lavoro A.L.D.E. non ho mai voluto essere qui è stato finalista al Biennale College Teatro 2022, ha ricevuto la menzione speciale al Premio Dante Cappelletti, ha debuttato al Romaeuropa Festival 2023 e ha vinto il Premio Direction Under 30. Collabora con le compagnie Deflorian/Tagliarini e Muta Imago, con cui prende parte allo spettacolo Ashes, vincitore del Premio Ubu per il miglior progetto sonoro. Frequenta il corso di alta formazione Malagola diretto da Ermanna Montanari e attualmente lavora alla nuova produzione Asterione. Studia filosofia. Ha lavorato come cameriere, fornaio, detective e autista.produzioni.

mar padano
| installazione audio-visiva |

03 novembre – 20 dicembre ore 10:00 – 17:00
Teatro Biblioteca Quarticciolo, Biblioteca Quarticciolo

Mar Padano

Paola Di Mitri

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Progetto vincitore del bando Starter di Fondazione Compagnia di San Paolo di Torino

MAR PADANO è un’installazione audiovisiva immersiva e modulabile, concepita per adattarsi a spazi museali, espositivi e contesti non convenzionali. Propone un’esperienza contemplativa in cui il presente si apre come un luogo di sovrapposizione, ciò che è stato e ciò che potrebbe tornare convivono nello stesso paesaggio. L’opera si sviluppa attorno a un video monocanale di circa 15 minuti, fruibile in loop continuo. Girata in pellicola Super8 assume la forma di un archivio familiare ritrovato. Le immagini sgranate evocano un’estate fuori stagione, una sdraio a righe, un ombrellone rosso, voci lontane, canzoni che risuonano da un mangiacassette. Il paesaggio sonoro, costruito attraverso field recording, geofoni e idrofoni, restituisce una presenza sommersa, come se l’acqua continuasse a vibrare sotto la superficie del territorio. Suono e immagine non documentano il paesaggio ma lo trasfigurano, rendendo percepibile una memoria invisibile. Accanto a queste visioni si intrecciano contributi di climatologi e paleontologi, insieme a mappe storiche e proiezioni scientifiche del territorio.Tracce del passato e ipotesi sul futuro convivono nello stesso spazio visivo e sonoro, ampliando la percezione del paesaggio e del tempo che lo attraversa. MAR PADANO è un dispositivo visivo e sonoro ma anche un esercizio di attenzione. Un invito a rallentare e a interrogare ciò che appare familiare. A chiedersi come cambia un paesaggio quando cambia il modo in cui lo guardiamo. Che forma assume un disastro quando si presenta in silenzio. E cosa affiora sotto i nostri piedi se impariamo ad ascoltare ciò che sta tornando.

un progetto installativo di Paola Di Mitri
creazione cinematografica Davide Crudetti
riprese super8 Matteo Calore
field recordings e spazio sonoro Gaspare Sammartano
allestimento dello spazio espositivo Rosita Vallefuoco
assistente di creazione Francesco Meloni
design sistemico Sara Consoli
consulenza scientifica Roberto Mezzalama
produzione Cranpi
con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando STARTER
in collaborazione con Parco Paleontologico dell’Astigiano, ZaLab, CUBO Teatro, Museo di
Geografia – Università di Padova, DeMeTra – Dentro i Metodi Trasformativi (Univ. Padova)

Paola Di Mitri è una regista, autrice e performer. Lavora intrecciando linguaggio scenico e cinematografico, materiali d’archivio e pratiche di osservazione del paesaggio, affrontando temi sociali, politici e ambientali. I suoi lavori nascono dall’incontro e dallo scambio con altr* artist* e comunità, unendo persone di diverse provenienze in progetti di teatro, cinema e arti visive. Nel 2024 realizza l’istallazione Terre Sconosciute [FLOR] un lavoro di immaginazione geografica collettiva sostenuto dalla Fondazione Alta Mane Italia che ha coinvolto alcuni pazienti in cura presso Villa Pia Italian Hospital Group – Korian Italia. Nel 2023 firma l’ideazione e la regia della video installazione Da qui in poi ci sono i leoni (Vincitore del Bando ART~WAVES di Fondazione Compagnia San Paolo) prodotta da Cranpi presentata per la prima volta al Romaeuropa Festival 2023. Tra le sue regie teatrali: Vita Amore Morte e Rivoluzione (2022) prodotto da Cranpi (Vincitore del Bando ART~WAVES di Fondazione Compagnia San Paolo, Menzione speciale e Premio giuria popolare TUTTOTEATRO.COM alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2020) presentato al Romaeuropa Festival 2022; Libya. Back Home (2019) (vincitore Premio Scintille, Bando Ora! Intesa San Paolo, finalista IN- BOX 2020) che debutta al Festival delle Colline Torinesi, Romaeuropa Festival e al Festival di Internazionale a Ferrara; Human Animal (2017) (vincitore Progetto Hangar Creatività 2016, Funder35); Il paradiso degli idioti (finalista Premio Scenario 2015). Nel 2021 firma la regia del suo primo film documentario Tutti i Nostri Affanni prodotto da ZaLab Film con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte_Piemonte Doc Film Found. Lo stesso è autrice del film documentario Qui non c’è niente di speciale prodotto da Social Film Production con Il Sud di Apulia Film Commission e Fondazione con il Sud (Premio al miglior documentario al Salina Doc Fest 2022) e autrice e interprete del film Comunisti (vincitore del premio Zavattini2020 e presentato in selezione ufficiale fuori concorso al 40° Torino Film Festival). Attualmente è impegnata nella scrittura del film Il Grande Buco per la regia di Davide Crudetti, prodotto da ZaLab (Italia), Rai Cinema e 13 Prod (Francia) in collaborazione con AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, progetto finanziato dai contributi selettivi cinema sviluppo e pre-produzione del Ministero della Cultura e vincitore del premio Meditalents’ Writing Residency Award / Accompagnement a l’écriture et au développement grazie al percorso sviluppo In Progress di Milano Film Network. È ideatrice di Cartografie workshop che esplora il rapporto tra immaginazione e geografia come luogo di trasformazione condivisa.

prima di ogni cosa
| presentazione libro |

04 novembre ore 19:00
Libreria Tuba

Prima di ogni cosa. Per un futuro Crip

Chiara Bersani, Flavia Dalila D’Amico, Giulia Traversi

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Prima di ogni cosa è un carteggio intimo, uno scambio di pensieri, emozioni e pratiche di vicendevole sostegno tra le tre autrici. È stato chat, mail, bigliettini, lettere, podcast. Ora è un libro, una piccola raccolta di segrete tattiche di respiro ai bordi del possibile. Il volume accompagna il processo creativo di due produzioni dell’artista Chiara Bersani, Michel-the animals I Am e Left Behind. Una raccolta di riflessioni sull’abilismo, l’accessibilità e la precarietà nel campo delle arti performative attraverso le prospettive incarnate dell’artista Chiara Bersani, la ricercatrice Flavia Dalila D’Amico e la dramaturg Giulia Traversi. Un dialogo a tre voci che ha avuto diversi inizi e che forse non prevede una conclusione. Nessun decalogo su come rendere accessibile la nostra società, nessun tentativo di riportare la norma alla norma, né di estrarre dalla carne dati utili a confezionare un mondo migliore. Al contrario Prima di ogni cosa. Per un futuro Crip tenta di rompere ogni struttura e modello estrattivo, contesta la tendenza ad astrarre dalle vite teorie generiche e generali, piuttosto è uno slancio ad allenare la postura a parare l’imprevisto per generare pratiche trasformative. Un corpo di suoni che diventa disturbo, rumore, riposo, paura. Adipe di racconti situati che riportano le teorie alla concretezza dei fatti, nel tentativo di proporre la disabilità come metodo di scrittura, relazione, lotta al capitalismo.

Chiara Bersani è una performer e autrice italiana attiva nell’ambito delle Performing Arts. Artista associata Triennale di Milano 2025-2027. L’opera “manifesto” di questa ricerca è Gentle Unicorn, performance inserita nel circuito Aerowaves. Per il rigore nell’incarnare questo studio le viene attribuito il Premio UBU come miglior nuova attrice/performer under 35 del 2018. Nell’agosto 2019 durante l’Edimburgh Fringe Festival Gentle Unicorn e Chiara Bersani vincono il primo premio per la categoria danza del Total Theatre Awards. Chiara Bersani è artista sostenuta dal circuito apap – Advancing Performing arts project – Feminist Future, un progetto cofinanziato dal Programma Europa Creativa dell’Unione Europea, fino al 2024.

Flavia Dalila D’Amico è una studiosa e curatrice nel campo delle arti performative. I suoi interessi di ricerca si rivolgono alle intersezioni tra corpi, soggettività politiche e tecnologie nell’ambito delle arti performative. Nel 2022 ha pubblicato il volume Lost in Translation. Le disabilità in scena (Bulzoni Editore) che indaga la relazione tra le disabilità e il teatro. Fa parte dell’associazione Al. Di. Qua. Artists e cura la comunicazione di Chiara Bersani e ORBITA| Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza.

Giulia Traversi è curatrice e dramaturg nell’ambito delle Performing Arts. Nel 2014 lavora come organizzatrice presso la NID platform, la piattaforma della danza italiana in collaborazione con La Fondazione Toscana Spettacolo. Ha curato come direttrice artistica due edizioni la rassegna del teatro ragazzi del Teatro di Via Verdi di Vicopisano, la rassegna Maps to the stars presso il Cinema Lumiere di Pisa. Attualmente è promoter e dramaturg di Chiara Bersani; Gianmaria Borzillo. E’ co-direttrice artistica con Chiara Bersani del teatro Spazio Kor ad Asti.

visita guidata quarticciolo
| visita guidata |

15 e 22 novembre ore 11:00
Quartiere Quarticciolo – Partenza da Piazza del Quarticciolo

Visita Guidata Quarticciolo

Pietro Vicari

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Due passeggiate alla scoperta del Quarticciolo, dalla nascita della borgata fino ai giorni nostri. Piccolo itinerario per esplorare insieme le architetture di Roberto Nicolini e la costruzione delle borgate, i luoghi della resistenza e la leggenda del Gobbo, gli spazi attuali della vita del quartiere.

Pietro Vicari attivista di Quarticciolo ribelle e dottorando in studi urbani all’università di Roma 3. Da sette anni è impegnato con la palestra popolare Quarticciolo, punto di partenza per un percorso di organizzazione dal basso in borgata che ha fatto nascere un comitato di quartiere, un doposcuola e il progetto di un ambulatorio popolare. Tutti progetti basati sullo stesso approccio: “dalla borgata per la borgata – insieme tutto è possibile”

almeno nevicasse
| laboratorio |

16 – 19 dicembre ore 14:00 – 19:00 | Biblioteca Quarticciolo
Restituzione pubblica 19 dicembre ore 19:00

Almeno nevicasse

Francesca Sarteanesi

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Almeno Nevicasse è un laboratorio alla ricerca della parola o della frase o della sensazione che non abbiamo fatto in tempo a fermare. Siamo abituati ad andare veloci, velocissimi. Saranno incontri dove ci concederemo il lusso di pensare alle cose senza fretta ma soprattutto di ripensare alle cose. Tornarci sopra. Tornare sul luogo del delitto. Riguardarsi intorno alla ricerca del dettaglio che non avevamo considerato. Lavoreremo sulla parola, sulla frase, sulla sensazione che ci era sfuggita. Maglioni, ago e fili come kit di sopravvivenza. Abbiamo un maglione che alla fine dei giorni dovrà uscirne “cambiato”. Questo lavoro nasce nell’ottobre del 2018 in una giornata particolarmente uggiosa. Quell’uggia dentro che non sai bene cosa sia a che fai fatica a riconoscere. È un piccolo grido, è un speriamo che ora in questo momento preciso accada qualcosa, qualsiasi cosa. Così ho preso un maglione che avevo nell’armadio e con un filo colorato ci ho ricamato sopra Almeno Nevicasse. È così nata una linea di maglioni colorati che portano sfacciatamente sul petto o più discretamente sulla schiena tutte le frasi e le parole che dentro non riescono a stare più. I maglioni parlano. Hanno sempre qualcosa da dire e se non dicono sottolineano. Come molti processi creativi, la natura del lavoro parte da dentro, scava nel cervello, attraversa il cuore, sfiora quelle zone del non detto. Penso e non dico. Perché non posso dire, perché non è il momento, perché non sta bene, perché è meglio usare questa parola invece di quest’altra. E allora indosso quello che penso o che ho pensato e non ho mai detto.

Almeno Nevicasse è pensato come un laboratorio di 3 giorni con performance finale. I partecipanti dovranno portare uno o due maglioni usati. Non è necessario saper ricamare. Verrà fornito un kit ad ogni partecipante con carta, penna, ago e fili

di e con Francesca Sarteanesi
produzione SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione

Francesca Sarteanesi nasce a Prato nel 1980. Dopo il diploma artistico si laurea in Discipline dello spettacolo all’Università di Bologna. Nel 2006 fonda la compagnia Gli Omini con la quale lavora fino al 2018. Con la compagnia produce diversi spettacoli che girano in Festival e teatri di tutta Italia. Al lavoro di attrice a autrice affianca una intensa attività artistica e performativa esponendo in gallerie e spazi culturali. Nel 2018 crea la linea Almeno Nevicasse, una serie di maglioni ricamati a mano con scritte che isolano espressioni del linguaggio popolare mettendo in risalto tutta la forza espressiva della parola. Nel 2019 debutta un nuovo spettacolo, Bella Bestia, prodotto da Officine della Cultura e sostenuto da Armunia. Nel 2020 debutta con lo spettacolo Sergio, coprodotto da Gli Scarti e
Kronoteatro. Candidata come miglior attrice premio Ubu 2021.

come a casa
| laboratorio |

14 – 20 dicembre ore 14:00 – 20:00 | Centro Anziani “Luigi Petroselli”
Restituzione pubblica 20 dicembre ore 20:00

Come a casa

Teatro delle Ariette

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Apriamo il cuore della nostra “cucina nomade” e invitiamo un gruppo di venti cittadini a cucinare con noi, fianco a fianco, uno vicino all’altro, come in famiglia, per preparare insieme la festa di fine anno. E come è tradizione contadina della nostra regione, l’Emilia-Romagna, prepariamo insieme i tortellini da mangiare durante la festa. E mentre prepariamo i tortellini, parliamo, ci raccontiamo storie e proviamo a “cantare” (recitare) insieme il “Canto della Vita Indistruttibile”, uno splendido racconto poetico scritto da Giuliano Scabia (caro amico, poeta e sognatore) che presenteremo durante la Festa, per celebrare insieme il rito di passaggio tra l’anno vecchio e quello nuovo, per scambiarci gli auguri e festeggiare serenamente. Il progetto è un omaggio al Teatro Vagante di Giuliano Scabia, che nel corso del tempo l’autore ha più immaginato che compiutamente realizzato, come se la sua realizzazione rappresentasse un limite alle infinite possibilità dell’immaginazione. È un modo per ringraziarlo dei quaderni dei Canti che ogni anno (insieme a Riccardo Fattori che curava le illustrazioni) immaginava, stampava e spediva a casa come dono ad alcune centinaia di amici in occasione delle Feste di Fine Anno. È difficile oggi fare comunità, eppure è l’obiettivo del nostro progetto. Un giorno, un amico contadino ci ha detto: “Il modo migliore che conosco per creare una comunità è lavorare insieme, fianco a fianco, zappa in mano. Durante le mie lezioni alla Scuola Esperienziale di Agricoltura affrontiamo così la solitudine, la depressione, l’intolleranza e l’aggressività che ci affliggono”. Questo è quello che vogliamo fare: creare una comunità lavorando insieme, come a casa, per fare una festa, la Festa di Fine Anno.
COME A CASA è anche una sfida! Bisogna riuscire a fare tanti tortellini, a mano e con il mattarello, senza alcuna macchina. I laboratori quindi non sono solo una scuola per imparare, ma soprattutto un’esperienza per “fare insieme”, che si tratti di tortellini o di teatro. Fare una Festa non significa “consumare” una Festa, bensì crearla, inventarla, costruirla. Gli ingredienti che utilizzeremo per realizzare questa Festa sono la cucina e il teatro. Lo spirito è mescolare cucina e teatro, gli ingredienti non possono essere separati. Fare i tortellini e provare Il “Canto della Vita Indistruttibile” sono la stessa cosa. Alla fine del percorso laboratoriale inviteremo i cittadini del quartiere a partecipare alla Festa. Ci saranno grandi tavolate ad accoglierli e il gruppo del laboratorio canterà (reciterà) per loro il “Canto della Vita Indistruttibile” canto di resistenza, di poesia, di gioia e d’amore. Poi per tutti ci sarà un semplice piatto di tortellini in brodo. Una serata speciale, di incontro e condivisione, di cibo e di poesia.
Un invito alle Ariette, nel cuore della nostra “cucina nomade” per festeggiare insieme la fine di un anno e l’arrivo di quello nuovo, per immaginare e vivere insieme un mondo nuovo e nuove avventure.

Il Teatro delle Ariette è la compagnia degli attori-contadini, del teatro da mangiare, dell’autobiografia. Nel 1989 Paola Berselli e Stefano Pasquini lasciano il teatro e vanno a vivere nel podere denominato Le Ariette. Dopo anni di silenzio e di lavoro nei campi, nel 1996 fondano la compagnia con Maurizio Ferraresi. Costruiscono il Deposito Attrezzi, un edificio rurale che diventa la loro sede teatrale. Nel 2000 al festival Volterrateatro debuttano con lo spettacolo “Teatro da mangiare?” e da lì inizia la loro avventura. I loro spettacoli (più di 30 creazioni in 30 anni di lavoro), che hanno fatto più di 2500 repliche in sede, sul territorio e in tournée in Italia e in Europa (Germania, Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Portogallo), affrontano temi autobiografici del rapporto dell’uomo con le materie prime, con gli animali, con gli altri uomini e con la terra, ne accettano le contraddizioni, interrogano il proprio passato e il futuro cercando nell’attimo presente una condivisione profonda tra attori e spettatori. Il Teatro delle Ariette non è soltanto una compagnia teatrale, è un’esperienza, una pratica quotidiana alla ricerca del “luogo” dove arte, vita e lavoro convivono e coincidono. Da anni porta avanti anche attività di formazione sul territorio e dal 2015 cura la realizzazione del Progetto di teatro di comunità Territori da cucire. Nel 2020 ha ricevuto il Premio ANCT Associazione Nazionale Critici di Teatro.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

BOX LUOGHI EVENTI

  • Teatro Biblioteca Quarticciolo – Via Ostuni 8
  • Biblioteca Quarticciolo – Via Castellaneta 10
  • Quartiere Quarticciolo
  • Centro Anziani “Luigi Petroselli” – Via Locorotondo 31-33
  • Libreria Tuba – Via del Pigneto 39

COME RAGGIUNGERCI

Per gli eventi ospitati nel quartiere Quarticciolo:
Metro C fermata Gardenie + 15 minuti a piedi, Tram 14, linee bus 450, 451, 508, 543

Libreria Tuba Pigneto:
Metro C fermata Pigneto o Malatesta + 10 minuti a piedi, Tram 14, linee bus 81, 104, 409, 541, 545

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