Cariatidi
Frosini Timpano
NovitÀ
“Che poi chissà se sono impassibili le Cariatidi, chissà
che pensano, che rabbia che hanno dentro, millenni di
rabbia. Millenni di rabbia e silenzio, millenni di
testimoni mute… Ma se si sbriciolassero, eh sì, se si
sbriciolassero che ne sarebbe di tutto? Tutto dico.
Tutto. Tutto quello che stanno a reggere a sorreggere
a sopportare, ma perché non lasciano…”
(Elvira Frosini, Cariatidi)
Tre donne celebrano il funerale di una donna uccisa; parlano del mondo, di una catastrofe imminente, del groviglio di contraddizioni e dubbi, del patriarcato. Parlano, litigano, urlano, piangono, ridono. E celebrano funerali. I funerali si ripetono, la donna si dissolve, diventando forse il funerale del femminismo stesso. Tre figure di donne, un peso insostenibile e un edificio che scricchiola. Tre donne che, come Cariatidi, sentono di sostenere un sistema basato su guerre, sfruttamento, ingiustizia economica. Ma che accadrebbe se le Cariatidi che sorreggono l’edificio costruito dagli uomini, mute nei millenni, pazienti e indispensabili, si spostassero, si sottraessero? Si può rompere l’edificio in cui sei nata e vivi? O continuiamo a muoverci nella casa del padrone, dove abbiamo messo delle belle tendine che sembrano nuove, seguendo la sua ombra, cercando di entrarci dentro? E dunque come si fa? Come si fa a essere femministe in un mondo che non lo è affatto? E come si fa a parlare di femminismo quando “ci sono cose più importanti di cui parlare”? L’immagine delle Cariatidi ci è parsa una metafora potentissima, il paradosso perfetto per descrivere il ruolo della donna (e anche degli uomini) oggi: pilastro indispensabile di un sistema (economico, sociale, bellico) profondamente ingiusto.
Tra dialoghi ironici...
…e quasi quotidiani e l’evocazione di figure iperboliche e quasi epiche, la drammaturgia procede avvolgendosi di tanto in tanto in loop temporali, giocando con i dispositivi della cultura woke, mettendo in costante collisione le narrazioni femministe e i nuovi anti-femminismi reazionari. Questo lavoro è soprattutto un corpo a corpo con il linguaggio, che si torce e contorce, ed evolve, ma fatica a spostare le cose.
Cariatidi non è però un manifesto né il ritratto di una condizione di genere: è un’autopsia del femminismo e del mondo oggi, del patriarcato interiorizzato. Unʼindagine viscerale sul collasso strutturale del mondo e delle forme di lotta. Il senso di una catastrofe imminente percorre ogni gesto, ogni parola, come pure l’immagine della pietra che si frantuma. Tra le macerie di utopie e ideologie e il rumore di conflitti onnipresenti, le tre donne si muovono per la scena in un equilibrio precario. Lo spazio è il palco di un funerale pubblico, un podio per discorsi politici e di lotta, la cattedra di una conferenza, è la scena in cui si prova lo spettacolo del funerale, ed è anche lo spazio quotidiano in cui si parla, si ride, si discute, si mettono le macerie in prospettiva o si prendono tisane, come se niente potesse mai cambiare o il cambiamento fosse dietro l’angolo, in attesa, ma non lo abbiamo ancora visto.
CARIATIDI
testo Elvira Frosini
regia Elvira Frosini e Daniele Timpano
con Francesca Astrei, Elvira Frosini,
Emanuela Villagrossi
disegno luci Omar Scala
produzione Cranpi, SCARTI Centro di
Produzione Teatrale d’Innovazione e altri
partner in via di definizione
in collaborazione con Kataklisma Teatro
organizzazione Laura Belloni
DEBUTTO: in via di definizione
INFO
Cranpi
Antonino Pirillo mob + 39 347 8312141
Giorgio Andriani mob + 39 338 4349819
email direzione@cranpi.com
Bio
Elvira Frosini e Daniele Timpano sono autori, registi e attori della scena contemporanea italiana che dal 2008 condividono un comune percorso artistico. Nei numerosi lavori prodotti negli ultimi anni, Frosini/Timpano portano sul palcoscenico i loro corpi che disinnescano, decostruiscono ed incarnano le narrazioni della Storia, analizzando le derive antropologiche della società a partire da un vasto materiale di riferimenti vari, dall’accademico al popolare, che costituiscono l’immaginario e la coscienza contemporanei. I loro testi portano sulla scena un complesso dispositivo teatrale in cui gli attori-autori sono sempre in dialogo con il pubblico ed in bilico tra l’incarnazione di personaggi, mitologie contemporanee e culturali, topoi della Storia.
I loro lavori sono stati rappresentati e co-prodotti dai più importanti teatri e festival in Italia e all’estero, tra cui Romaeuropa Festival, Teatro Argentina di Roma, Teatro Metastasio di Prato, Piccolo Teatro di Milano, Teatro Elfo Puccini di Milano, Bassano Opera Estate, Festival Internazionale di Ferrara, Festival Letteratura di Mantova, Teatro Ponchielli di Cremona, Festival Inequilibrio di Castiglioncello (Li), Teatro della Tosse, Festival delle Colline Torinesi, Teatro Bellini di Napoli, Teatro Biondo di Palermo, Festival Short Theatre Roma, “Face a Face” / Theatre de la Ville Parigi, La Nuit Blanche di Parigi. Molti loro lavori sono stati pubblicati da vari editori e sono stati finalisti e vincitori di numerosi premi, oltre ad essere tradotti in diverse lingue: francese, inglese, spagnolo.
Tra i lavori, che tengono sempre in repertorio, ricordiamo: Dux in scatola (2006), Ecce Robot! (2007), Sì l’ammore no (2009), Risorgimento Pop (2010), Digerseltz (2012), Aldo morto (2012), Zombitudine (2013), Carne (testo di Fabio Massimo Franceschelli, 2016), Acqua di colonia (2016), Gli Sposi (testo di David Lescot, 2018), Ottantanove (2021), Disprezzo della donna (2022), Tanti Sordi (2024), Poemi Focomelici (2025), Caccia ‘l drago (riallestimento – 2025).Nel 2013 hanno realizzato con il Teatro dell’Orologio di Roma e Fondazione Romaeuropa il progetto Aldo morto 54 (54 giorni di repliche e di autoreclusione di Daniele Timpano in streaming in una cella ricostruita appositamente in teatro). Il progetto ha vinto il Premio Nico Garrone 2013.
Hanno lavorato per Radio Tre Rai nella trasmissione “Rombi tuoni scoppi scrosci tonfi boati”, realizzata per il centenario del Futurismo italiano, in “Diari di guerra”, serie di letture per il centenario della Grande Guerra, e per “Io vado via”, letture da diari dedicate nel 2019 ai tratti comuni dell’emigrazione italiana e dell’immigrazione in Italia. Nel 2014 Rai5 ha realizzato un documentario su di loro nel ciclo “Roma: la nuova drammaturgia”. Nel 2014 e nel 2015 hanno partecipato come autori ed interpreti al progetto “Ritratto di una capitale” di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri, realizzato dal Teatro di Roma al Teatro Argentina. RaiCultura ha realizzato diversi documentari al loro lavoro. Acquadicolonia è stato rappresentato in diretta per Rai Radio3 nel 2018. Ottantanove è andato in onda in prima nazionale in Tv su Rai5 ad ottobre 2022. Nel 2021 curano la direzione artistica della rassegna di teatro online PlayBack dell’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne. Hanno ideato e realizzato le rassegne Generatore X (2004-2007), Uovo – spazio performativo (2004-2007), la rassegna romana indipendente Ubu Settete (2003-2007), il progetto Novo Critico – incontri tra critica e nuova scena contemporanea (2008-2010), e dal 2010 hanno realizzato Ecce Performer – progetto di formazione e creazione per la scena contemporanea. Sono costantemente attivi nella formazione a Roma e in Italia. Hanno insegnato come docenti all’Accademia dell’I.N.D.A. di Siracusa, alla Scuola di Perfezionamento del Teatro di Roma, all’Accademia Stap Brancaccio di Roma, all’Accademia Cassiopea di Roma, alla Scuola del Teatro Fraschini di Pavia.